GEOGRAFIE UMANE, dal 2016

La serie di Geografie umane nasce da un lavoro del 2016, in collaborazione con una campagna in sostegno di una famiglia di profughi curdo-siriani, ospiti nel campo di Idomeni in Grecia. A partire dai disegni della famiglia di una bambina, Sheradzade – che attraverso di essi racconta la storia di migrazione forzata – Gandini ha avviato un lavoro di rielaborazione linguistica, ripensando le suggestioni che emergevano dagli elaborati in un materiale strettamente legato alla cultura mediorientale: il tappeto. Le sagome ricavate dai disegni dei bambini ritornano nelle opere che derivano dai quadri della storia dell’arte prese in considerazione dall’artista nelle mostre successive: figure umane in movimento fortemente delimitate da un confine perimetrale, nelle quali però transitano delle immagini, vibrano dei segni, che siano quelli dei tappeti consumati dall’azione quotidiana, o quelli delle texture di grafite che animano i disegni.

Drawing to be alive, 2017, istallation view, Sala del Mnizioniere, Palazzo Ducale, Genova
Opening Biennale Le latitudini dell’arte – 3° Edizione, 2017, Sala del Munizioniere, Palazzo Ducale, Genova
Geografie umane, 2019, istallation view, Museo Paolo VI, Concesio (Bs)
Geografie umane, 2019, cut carpet
Geografie umane, 2016, cut carpet
Geografie umane, 2019, detail
Geografie umane, 2019, istallation view, Museo Paolo VI, Concesio (Bs)
Geografie umane, 2019, istallation view, Museo Paolo VI, Concesio (Bs)
Geografie umane, 2019, istallation view, Museo Paolo VI, Concesio (Bs)
Geografie umane, 2019, drawing, cm 30 x 42
Geografie umane, 2019, drawing, cm 22 x 35
Geografie umane, 2019, collage, cm 30 x 42
Geografie umane, 2019, collage, cm 30 x 42
Geografie umane, 2019, collage, cm 30 x 42
Geografie umane, 2019, collage, cm 30 x 42
Geografie umane, 2019, collage, cm 30 x 42
Geografie umane, 2018, collage, cm 42 x 30

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